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Lo sport ha sempre avuto l’obiettivo di facilitare l’apprendimento del gesto tecnico specifico. I metodi tradizionali, basati sulla ripetizione, a volte anche monotona, presentano aspetti favorevoli ma offrono anche lo spunto per una riflessione sugli aspetti motivazionali del giovane che sono alla base dell’apprendimento. |
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E’ ormai accertato che ove non esiste motivazione non esiste apprendimento. Da tempo ho la fortuna di conoscere Massimo Antonelli, giocatore dotato di grandi capacità tecniche e tra i principali protagonisti del basket italiano nei trascorsi campionati. Insieme a lui ho vissuto un anno indimenticabile con il Napoli Basket ove ricopriva la carica di team manager; ricordo ancora la particolare attenzione con cui seguiva le esercitazioni di transfert e di esecuzione tecnica che seguivano sedute di potenziamento muscolare. Il suo interesse era rivolto alla comprensione di tutti gli aspetti delle manifestazioni che sono presenti nel gesto tecnico. Da allora sono trascorsi diversi anni ed ogni volta che ci incontravamo l’argomento era sempre identico: cosa fare per poter migliorare le capacità tecniche dei giocatori di basket. Credo che alla base della vita di ogni persona ci sia una pulsione, una motivazione primaria che poi determina un comportamento teso a soddisfare questa esigenza. Ecco, Massimo Antonelli ha sempre cercato, forse in modo inconscio, di legare i suoi trascorsi sportivi alla possibilità che altri raggiungessero le vette da lui scalate nell’Olimpo del basket italiano. Ho così avuto modo di osservare le proposte da lui portate avanti nel MUSIC BASKET. Credo che si possa dire che costituisce un tentativo generoso di dare un contributo alla didattica del movimento cestistico. MUSIC BASKET è un metodo che non si sostituisce alla pallacanestro rituale, ma indica alcune strade che sono percorribili nell’interesse del ragazzo. Mi preme evidenziare alcuni aspetti che, secondo me, sono rilevanti e costituiscono un valido tentativo di contribuire ad indicare esercitazioni che possano aiutare allenatori ed insegnanti di educazione fisica sia alla diffusione del basket che al miglioramento tecnico del giocatore. Il fattore, a mio avviso determinante, è l’introduzione della musica. Di quest’ultima sono conosciuti i vari aspetti anche terapeutici, basti pensare alla musicoterapica. Nell’esercitazione con la musica il gesto tecnico risulta più efficace e coordinato; io stesso ho effettuato alcune sedute di preatletica avvalendomi del supporto della musica. Ho notato come gli esercizi venissero effettuati con maggiore decontrazione muscolare. Questa caratteristica è, a mio avviso, alla base della prestazione di alto livello. Infatti, nei grandi campioni osserviamo la naturale facilità con cui eseguono movimenti tecnici di alta complessità. Nel ritmo musicale i fattori di contrazione e decontrazione muscolare vengono favoriti facilitando l’apprendimento motorio; la possibilità di mutare ritmo comporta l’acquisizione della variabilità di esecuzione che è alla base della capacità tecnica del giocatore. MUSIC BASKET può anche servire come esercitazione nel tempo libero risultando oltremodo efficace per i neofiti che aumentano il tempo di applicazione allo studio di alcuni fondamentali. Ciò contribuisce ad incrementare il tempo di applicazione per ottenere risultati adeguati agli obiettivi ed alle possibilità dei ragazzi. Il MUSIC BASKET, pertanto, andrebbe approfondito, migliorandone l’analisi, ma conoscendo Massimo sono sicuro che sta già pensando a nuove soluzioni che facilitino sia la divulgazione del basket sia il miglioramento tecnico del giocatore. Ad maiora ! |
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